Ti ammali, stai a casa qualche giorno, torni al lavoro. Poi apri la busta paga e trovi voci che non avevi mai visto: carenza malattia, indennità INPS, integrazione datore. Quanto hai perso? Chi ha pagato cosa? E se la malattia dura più di qualche giorno, fino a quando sei protetto?
Questa guida risponde a tutto con numeri reali, un esempio concreto con il CCNL Commercio e zero gergo inutile.
1. Come funziona la malattia per i dipendenti
Quando ti ammali e non puoi lavorare, hai diritto a restare a casa conservando il posto di lavoro e ricevendo una retribuzione (ridotta o piena, dipende dal CCNL). Ma ci sono regole precise da seguire.
Il certificato medico telematico
Il tuo medico di base (o il medico del Pronto Soccorso) invia un certificato medico telematico direttamente all'INPS. Tu non devi consegnare nulla di cartaceo. Il certificato contiene:
- La diagnosi (codice nosologico, non leggibile dal datore)
- La prognosi: quanti giorni di malattia ti servono
- Il tuo indirizzo di reperibilità durante la malattia
Avvisa il datore di lavoro entro i termini previsti dal CCNL (di solito entro il primo giorno di assenza, prima dell'inizio del turno). Non basta il certificato medico: devi anche comunicare l'assenza all'azienda.
Rispetta le fasce di reperibilità: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni compreso sabato, domenica e festivi. Se il medico INPS passa e non ti trova, rischi la perdita dell'indennità.
Le fasce di reperibilità in dettaglio
Durante la malattia devi essere presente all'indirizzo indicato nel certificato in queste fasce orarie:
| Fascia | Orario | Quando |
|---|---|---|
| Mattina | 10:00 – 12:00 | Tutti i giorni (anche sabato, domenica e festivi) |
| Pomeriggio | 17:00 – 19:00 | Tutti i giorni (anche sabato, domenica e festivi) |
Sei esonerato dalla reperibilità solo in casi specifici: patologie gravi che richiedono terapie salvavita, malattie per cui è stata riconosciuta la causa di servizio, o stati patologici connessi a invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.
2. Chi paga la malattia: i primi 3 giorni vs dal 4° giorno
Ecco la domanda che tutti si fanno. La risposta è divisa in due parti nette.
| Periodo | Chi paga | Quanto |
|---|---|---|
| Giorni 1–3 (periodo di carenza) | Il datore di lavoro | Dipende dal CCNL (spesso 100%) |
| Giorni 4–20 | L'INPS | 50% della RMG* |
| Giorni 21–180 | L'INPS | 66,66% della RMG* |
*RMG = Retribuzione Media Giornaliera
Il periodo di carenza: i 3 giorni più costosi
I primi 3 giorni di malattia si chiamano periodo di carenza perché l'INPS non li copre. Il costo è interamente a carico del datore di lavoro. La maggior parte dei CCNL prevede il pagamento al 100% della retribuzione per questi giorni, ma non è automatico: devi controllare il tuo contratto.
Se ti ammali più volte nello stesso mese, paghi la carenza ogni volta. Tre malattie brevi da 2 giorni = 6 giorni di carenza (tutti a carico del datore, con possibile riduzione della retribuzione in alcuni CCNL dopo un certo numero di eventi nell'anno). Una malattia continuativa da 6 giorni = solo 3 giorni di carenza + 3 giorni coperti dall'INPS.
L'INPS dal 4° giorno: come funziona il meccanismo
Dal quarto giorno in poi, l'INPS eroga l'indennità di malattia. Ma attenzione: nella pratica è il datore di lavoro che ti anticipa l'importo in busta paga, e poi si fa rimborsare dall'INPS tramite il modello F24 (compensazione). Tu non devi fare nulla con l'INPS direttamente.
3. Quanto spetta: le percentuali INPS
L'indennità INPS si calcola sulla Retribuzione Media Giornaliera (RMG). Per gli impiegati, la RMG si ottiene dividendo la retribuzione lorda del mese precedente per 30 (giorni convenzionali).
Le due fasce dell'indennità
| Periodo | % della RMG | Importo giornaliero (esempio) |
|---|---|---|
| Dal 4° al 20° giorno | 50% | € 36,18 |
| Dal 21° al 180° giorno | 66,66% | € 48,23 |
Questi importi sono lordi, quindi soggetti a contributi e ritenute. Il netto effettivo sarà un po' più basso. E sono calcolati su tutti i giorni (compresi sabato e domenica), non solo quelli lavorativi.
L'INPS paga l'indennità per un massimo di 180 giorni per anno solare. Superato questo limite, non ricevi più nulla dall'INPS. Se la malattia continua, dipende tutto dal tuo CCNL e dalla buona volontà del datore.
4. Integrazione del datore di lavoro: il CCNL fa la differenza
Le percentuali INPS da sole sono basse (50% o 66,66%). Ma la maggior parte dei CCNL prevede che il datore di lavoro integri l'indennità INPS fino a raggiungere una percentuale più alta, spesso il 100% della retribuzione.
CCNL Commercio e Terziario: la tabella
| Periodo | INPS paga | Datore integra fino a | Totale dipendente |
|---|---|---|---|
| Giorni 1–3 (carenza) | Nulla | 100% | 100% |
| Giorni 4–20 | 50% | +50% | 100% |
| Giorni 21–180 | 66,66% | +33,34% | 100% |
Con il CCNL Commercio, in pratica non perdi nulla nei primi 180 giorni di malattia: tra INPS e integrazione del datore, arrivi al 100% della retribuzione.
E gli altri CCNL?
Non tutti i contratti sono così generosi. Ecco un confronto rapido:
| CCNL | Carenza (1–3 gg) | 4–20 gg (totale) | 21–180 gg (totale) |
|---|---|---|---|
| Commercio | 100% | 100% | 100% |
| Metalmeccanico | 100% | 100% | 100% (fino a limiti) |
| Turismo | 80% | 80% | 80% |
| Edilizia | 100% | ~85-90% | ~85-90% |
Controlla il tuo CCNL alla sezione "Trattamento economico di malattia". Se non lo trovi, chiedi al consulente del lavoro dell'azienda. Le percentuali possono cambiare anche in base all'anzianità di servizio.
Il cedolino non ti torna?
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5. Esempio concreto: 10 giorni di malattia, CCNL Commercio
Mettiamo i numeri su un caso reale. Marco, impiegato 4° livello CCNL Commercio, retribuzione lorda mensile € 2.170,50. Si ammala e sta a casa 10 giorni consecutivi (dal lunedì al mercoledì della settimana successiva, compresi sabato e domenica).
Passo 1: calcola la RMG
Passo 2: chi paga cosa nei 10 giorni
| Giorno | Chi paga | Quota INPS | Integrazione datore | Totale giornaliero |
|---|---|---|---|---|
| 1° (carenza) | Datore | € 0 | € 72,35 | € 72,35 |
| 2° (carenza) | Datore | € 0 | € 72,35 | € 72,35 |
| 3° (carenza) | Datore | € 0 | € 72,35 | € 72,35 |
| 4°–10° (7 giorni) | INPS + Datore | € 36,18 × 7 | € 36,17 × 7 | € 72,35 × 7 |
| Totale 10 giorni | € 253,26 | € 470,24 | € 723,50 |
Con il CCNL Commercio, Marco riceve € 723,50 lordi per i 10 giorni di malattia, equivalenti alla sua retribuzione piena. L'INPS ne copre € 253,26 (il 35%), il datore € 470,24 (il 65%).
Passo 3: l'impatto sulla busta paga del mese
Il lordo rimane sostanzialmente invariato. La composizione cambia (meno retribuzione ordinaria, più voci di malattia), ma il totale è lo stesso. Per questo molti dipendenti con CCNL Commercio non notano differenze in busta paga per malattie brevi.
6. Come leggere la malattia nel cedolino
Quando hai avuto giorni di malattia, nel corpo del cedolino compaiono voci specifiche. Ecco le più comuni e dove trovarle.
Le voci che trovi
| Voce nel cedolino | Cosa significa | A carico di |
|---|---|---|
| Carenza malattia | Retribuzione per i primi 3 giorni di ogni evento di malattia | Datore di lavoro |
| Indennità malattia INPS | Quota pagata dall'INPS (50% o 66,66% della RMG), anticipata dal datore | INPS |
| Integrazione malattia | Quota aggiuntiva del datore per arrivare alla percentuale prevista dal CCNL | Datore di lavoro |
| Ore/giorni malattia | Nella sezione presenze/assenze: il conteggio dei giorni o ore di assenza per malattia | — |
| Trattenuta malattia | Eventuale riduzione per giorni non coperti (se il CCNL non prevede integrazione al 100%) | — |
Dove guardare nel cedolino
- Sezione competenze (parte centrale): qui trovi le voci "carenza malattia", "indennità INPS" e "integrazione malattia" con i relativi importi
- Sezione presenze/assenze (di solito in alto o in basso): il numero di giorni o ore di malattia, distinti per tipo (carenza, INPS)
- Sezione trattenute: se prevista, la riduzione per la parte non coperta
Prendi il numero di giorni di malattia indicato nel cedolino. Moltiplica la RMG per i giorni e per la percentuale prevista (carenza 100%, INPS 50%, integrazione variabile). Se il totale non corrisponde alle voci in busta paga, segnalalo all'ufficio del personale.
7. Periodo di comporto: cos'è e quanto dura
Il periodo di comporto è il numero massimo di giorni di malattia entro cui il datore di lavoro non può licenziarti. È una protezione fondamentale, ma ha un limite.
Quanto dura per CCNL
| CCNL | Comporto | Periodo di riferimento |
|---|---|---|
| Commercio e Terziario | 180 giorni | Anno solare (1 gen – 31 dic) |
| Metalmeccanico | Da 183 a 548 giorni | In base all'anzianità (3 anni rolling) |
| Turismo | 180 giorni | Anno solare |
| Alimentare | 180 giorni | Anno solare |
Comporto secco vs per sommatoria
- Comporto secco: si applica a un unico evento di malattia continuativo. Esempio: una malattia che dura 180 giorni di fila
- Comporto per sommatoria: si sommano tutti i giorni di malattia in un periodo (es. anno solare). Più malattie brevi si accumulano fino al limite
Il CCNL Commercio usa il comporto per sommatoria: tutte le malattie dell'anno solare si sommano. Se in un anno accumuli 180 giorni totali di malattia, il datore può procedere al licenziamento per superamento del periodo di comporto.
Il datore di lavoro può licenziarti, ma non è obbligato. Deve comunque inviarti una comunicazione scritta. Se il licenziamento avviene durante la malattia (senza superamento del comporto), è nullo. Se hai una patologia grave, alcuni CCNL prevedono un'estensione del comporto: verifica con il tuo consulente del lavoro.
Come tenere il conto
Il conteggio dei giorni di comporto non sempre è visibile nel cedolino. Per tenere traccia:
- Segna su un foglio ogni periodo di malattia (data inizio e fine, giorni totali)
- Somma i giorni nell'anno solare corrente
- Confronta con il limite del tuo CCNL
- Se ti avvicini al limite, chiedi al consulente del lavoro se esistono estensioni o aspettative non retribuite
Domande frequenti sulla malattia in busta paga
Chi paga la malattia: il datore di lavoro o l'INPS?
I primi 3 giorni (carenza) li paga il datore di lavoro. Dal 4° al 180° giorno paga l'INPS: 50% della RMG fino al 20° giorno, 66,66% dal 21° al 180°. Molti CCNL prevedono un'integrazione del datore per arrivare al 100% della retribuzione.
Quanto si prende di malattia in busta paga?
Con l'integrazione del datore prevista dalla maggior parte dei CCNL (come il Commercio), arrivi al 100% della retribuzione per i primi 180 giorni. Senza integrazione, l'INPS paga il 50% nei primi 20 giorni e il 66,66% dal 21°. I primi 3 giorni (carenza) sono a carico del datore.
Cosa succede se non invio il certificato medico in tempo?
Il medico deve inviare il certificato telematico all'INPS entro il giorno successivo alla visita. Tu devi comunicare l'assenza al datore entro i termini del CCNL (di solito entro il primo giorno). Se il certificato arriva in ritardo, rischi di perdere l'indennità per i giorni scoperti.
Cos'è il periodo di comporto e quanto dura?
È il numero massimo di giorni di malattia entro cui il datore non può licenziarti. Nel CCNL Commercio è di 180 giorni in un anno solare. Superato il limite, il datore può procedere al licenziamento per superamento del periodo di conservazione del posto.
La malattia viene conteggiata nelle ferie?
No. Se ti ammali durante le ferie, puoi interromperle inviando il certificato medico. I giorni di malattia non consumano ferie. Le ferie non godute restano a tuo credito.
Dove trovo la malattia nel cedolino?
Nel corpo del cedolino, cerca le voci "Carenza malattia" (primi 3 giorni), "Integrazione malattia" (quota datore dal 4° giorno) e "Indennità malattia INPS" (quota INPS anticipata dal datore). Le ore o i giorni di assenza compaiono nella sezione presenze/assenze.