Ogni mese il tuo cedolino riporta una voce chiamata "IRPEF" che si mangia una fetta consistente del lordo. Sai che è una tassa, ma probabilmente non sai come viene calcolata, perché cambia importo da un mese all'altro, e perché a dicembre la busta paga può essere molto diversa dal solito.
Questa guida prende l'IRPEF e la smonta pezzo per pezzo: scaglioni, detrazioni, proiezione mensile, conguaglio, addizionali. Con numeri reali e un esempio che puoi ricalcolare sul tuo cedolino.
1. Cos'è l'IRPEF (e perché la paghi in busta paga)
L'IRPEF è l'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. È la principale tassa che paghi sui tuoi guadagni. A differenza dei contributi INPS (che finanziano la tua pensione futura), l'IRPEF va direttamente allo Stato e finanzia i servizi pubblici: sanità, scuola, infrastrutture.
Come dipendente, non devi versarla tu personalmente. Lo fa il tuo datore di lavoro, che ogni mese la trattiene dal tuo stipendio lordo e la versa all'Agenzia delle Entrate per tuo conto. Questo meccanismo si chiama ritenuta alla fonte.
Il datore di lavoro riceve la tua retribuzione lorda, trattiene i contributi INPS (9,19%), calcola l'IRPEF sull'imponibile fiscale rimasto, applica le detrazioni, e ti accredita il netto. Tu non vedi mai il lordo intero sul conto corrente: è già "pulito" quando arriva.
L'IRPEF è un'imposta progressiva: più guadagni, più alta è la percentuale che paghi. Non in modo lineare, però. Funziona a scaglioni, come una scala. Vediamo come.
2. Gli scaglioni IRPEF 2026
Dal 2025 gli scaglioni IRPEF sono stati ridotti da quattro a tre. L'aliquota intermedia è scesa dal 35% al 33%, un vantaggio concreto per chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro l'anno.
| Scaglione di reddito annuo | Aliquota | Imposta massima nello scaglione | Imposta cumulata |
|---|---|---|---|
| Fino a € 28.000 | 23% | € 6.440 | € 6.440 |
| Da € 28.001 a € 50.000 | 33% | € 7.260 | € 13.700 |
| Oltre € 50.000 | 43% | Sull'eccedenza | € 13.700 + 43% eccedenza |
Fino al 2024 c'erano 4 scaglioni: 23% fino a 28.000, 35% da 28.001 a 50.000, 43% oltre 50.000. Dal 2025 l'aliquota intermedia è scesa al 33%. Per un reddito di 40.000 euro, questo significa circa 240 euro di tasse in meno all'anno. Non è tantissimo, ma lo vedi in busta paga come aumento netto di circa 20 euro al mese.
Come funzionano gli scaglioni (la scala)
Un errore comune: pensare che chi guadagna 30.000 euro paghi il 33% su tutto. Falso. Gli scaglioni funzionano a gradini:
- Sui primi 28.000 euro paghi il 23%, qualunque sia il tuo reddito totale
- Solo sulla parte tra 28.001 e 50.000 euro paghi il 33%
- Solo sulla parte oltre 50.000 euro paghi il 43%
Quindi chi guadagna 30.000 euro non paga il 33% su 30.000. Paga il 23% su 28.000 + il 33% solo sui 2.000 euro eccedenti.
3. Come si calcola l'IRPEF lorda
Partiamo da un esempio concreto: un dipendente con retribuzione lorda di 2.000 euro al mese (13 mensilità).
Passo 1: dall'imponibile fiscale mensile a quello annuo
L'imponibile fiscale è il lordo meno i contributi INPS. È la base su cui si calcola l'IRPEF. Il datore di lavoro proietta questo importo sull'intero anno per capire in quale scaglione ricade.
Passo 2: applicare gli scaglioni
Con un imponibile annuo di € 23.610,60, ricadiamo interamente nel primo scaglione (sotto i 28.000 euro).
E se il reddito supera i 28.000 euro?
Facciamo un secondo esempio: imponibile annuo di € 35.000.
L'aliquota "effettiva" su 35.000 euro non è il 33%, ma circa il 25% (8.750 / 35.000). Questo perché la prima fetta viene tassata solo al 23%.
4. Le detrazioni da lavoro dipendente
L'IRPEF lorda non è quello che paghi davvero. Lo Stato riconosce a tutti i lavoratori dipendenti una detrazione: una somma che viene sottratta direttamente dall'imposta, riducendola. Più guadagni, meno detrai.
Le formule 2026
| Reddito complessivo annuo | Detrazione |
|---|---|
| Fino a € 15.000 | € 1.955 (importo fisso) |
| Da € 15.001 a € 28.000 | € 1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) / 13.000 |
| Da € 28.001 a € 50.000 | € 1.190 × (50.000 − reddito) / 22.000 |
| Oltre € 50.000 | € 0 (nessuna detrazione) |
Con un reddito di 23.610 euro (il nostro esempio), la detrazione si calcola così: 1.910 + 1.190 × (28.000 − 23.610) / 13.000 = 1.910 + 1.190 × 0,3377 = 1.910 + 401,86 = € 2.311,86. Questa cifra viene sottratta dall'IRPEF lorda.
Esempio applicato
Altre detrazioni possibili
Oltre alla detrazione base da lavoro dipendente, potresti avere diritto a:
- Coniuge a carico: se il coniuge guadagna meno di 2.840,51 euro lordi/anno (4.000 euro sotto i 24 anni)
- Figli a carico sopra 21 anni: per quelli sotto 21 anni c'è l'Assegno Unico, che ha sostituito le vecchie detrazioni
- Altri familiari a carico: genitori, fratelli, suoceri conviventi con reddito sotto 2.840,51 euro/anno
Le detrazioni per familiari a carico non sono automatiche. Devi compilare il modulo delle detrazioni e consegnarlo all'ufficio personale o al consulente del lavoro della tua azienda. Se non lo fai, paghi più IRPEF del dovuto per tutto l'anno. Potrai recuperare la differenza con il 730, ma intanto i soldi li hai anticipati.
5. IRPEF netta: quanto paghi davvero
Ora mettiamo tutto insieme con il nostro esempio: dipendente con 2.000 euro lordi al mese.
Quindi su 2.000 euro lordi, l'IRPEF netta mensile è circa 260 euro. Insieme ai contributi INPS (183,80 euro), le trattenute totali sono circa 444 euro. Il netto prima delle addizionali è intorno ai 1.556 euro.
All'IRPEF nazionale si aggiungono le addizionali regionale e comunale (vedi sezione 8). Per un dipendente a Milano, queste possono togliere altri 40–50 euro al mese. Il netto finale realistico su 2.000 euro lordi è circa 1.510–1.520 euro.
Riepilogo: dove vanno i tuoi 2.000 euro
| Voce | Importo mensile | % del lordo |
|---|---|---|
| Contributi INPS (9,19%) | € 183,80 | 9,2% |
| IRPEF netta | ~ € 259,88 | 13,0% |
| Addizionale regionale (stima Lombardia) | ~ € 31,40 | 1,6% |
| Addizionale comunale (stima Milano) | ~ € 14,53 | 0,7% |
| Netto in busta (stimato) | ~ € 1.510 | 75,5% |
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6. Perché l'IRPEF cambia da un mese all'altro
Hai notato che l'IRPEF in busta paga non è sempre uguale, anche quando il lordo non cambia? Non è un errore. È il modo in cui il sistema funziona.
Il meccanismo: calcolo progressivo mese per mese
Il datore di lavoro non calcola l'IRPEF isolatamente su ogni singolo mese. Applica un meccanismo cumulativo:
- Somma tutti gli imponibili dall'inizio dell'anno fino al mese corrente
- Calcola l'IRPEF lorda annua come se quel reddito cumulato fosse il reddito dell'intero anno (proiettato)
- Sottrae le detrazioni proporzionali ai mesi trascorsi
- Sottrae l'IRPEF già trattenuta nei mesi precedenti
- Il risultato è la ritenuta del mese corrente
Le cause più comuni di variazione
- Straordinari o premi: alzano l'imponibile di quel mese, quindi la proiezione annua sale e l'IRPEF aumenta
- Assenze non retribuite: abbassano il lordo, la proiezione scende e l'IRPEF diminuisce
- Cambio di scaglione: se con l'accumularsi dei mesi il reddito proiettato supera i 28.000 euro, parte della retribuzione viene tassata al 33% invece del 23%
- Tredicesima e quattordicesima: mensilità aggiuntive che alzano la proiezione annua e possono far scattare lo scaglione superiore
- Variazione delle detrazioni: ad esempio, un figlio che inizia a lavorare e non è più a carico
A gennaio il tuo datore proietta un reddito annuo di 23.000 euro (tutto nel primo scaglione al 23%). A giugno ricevi un premio di 3.000 euro: la proiezione sale a 29.000 euro. Ora una parte del reddito ricade nel secondo scaglione al 33%. L'IRPEF di giugno sarà più alta non solo per il premio, ma perché il sistema ricalcola anche i mesi precedenti alla luce della nuova proiezione.
7. Il conguaglio di fine anno (dicembre/gennaio)
Il conguaglio è il momento in cui il datore di lavoro fa i conti definitivi sull'IRPEF dell'anno. Avviene di solito con la busta paga di dicembre, o al massimo con quella di febbraio dell'anno successivo.
Come funziona
- Il datore somma tutti i redditi dell'anno (tutte le 12 o 13 mensilità più eventuali premi e straordinari)
- Calcola l'IRPEF lorda annua definitiva sugli scaglioni
- Sottrae le detrazioni definitive per l'intero anno
- Confronta l'IRPEF dovuta con l'IRPEF già trattenuta nei mesi precedenti
- Se ha trattenuto troppo: ti rimborsa la differenza. Se ha trattenuto poco: trattiene la differenza
Quando ricevi di più (conguaglio a credito)
- Il reddito effettivo è risultato più basso della proiezione (es. hai avuto mesi di malattia, maternità o aspettativa)
- Hai comunicato delle detrazioni per familiari a carico in ritardo, e il datore le applica tutte a conguaglio
- La proiezione iniziale era troppo alta rispetto al reddito reale
Quando ricevi di meno (conguaglio a debito)
- Hai ricevuto premi o arretrati che hanno fatto salire il reddito annuo rispetto alla proiezione
- Un familiare che era a carico ha iniziato a lavorare e non lo è più: le detrazioni già fruite vengono recuperate
- Hai avuto due CU (Certificazione Unica) nello stesso anno, ad esempio per cambio lavoro, e il nuovo datore non conosceva i redditi precedenti
Non è raro trovare 200–400 euro in meno nel netto di dicembre. Succede soprattutto a chi ha ricevuto bonus durante l'anno o a chi ha la quattordicesima. Non è un errore: è il ricalcolo. Se vuoi evitare sorprese, chiedi al consulente del lavoro una simulazione del conguaglio a novembre.
Se hai cambiato azienda durante l'anno, il nuovo datore di lavoro conosce solo il reddito che ti ha pagato lui, non quello del precedente. Il conguaglio sarà parziale. Per sistemare tutto dovrai fare il modello 730 l'anno dopo, sommando le due CU. Potrebbe uscire un debito IRPEF se il reddito totale ricade in uno scaglione più alto di quello calcolato separatamente dai due datori.
8. Addizionali regionali e comunali
Oltre all'IRPEF nazionale, paghi anche due tasse "locali" calcolate sullo stesso imponibile: l'addizionale regionale e l'addizionale comunale. Si vedono nel cedolino ma spesso passano inosservate.
Addizionale regionale
L'aliquota varia da regione a regione e spesso anche per fascia di reddito. Alcuni esempi per redditi intorno ai 24.000 euro:
| Regione | Aliquota indicativa | Costo annuo su € 23.610 |
|---|---|---|
| Lombardia | 1,58% | ~ € 373 |
| Lazio | 1,73% | ~ € 408 |
| Piemonte | 1,62% | ~ € 382 |
| Veneto | 1,23% | ~ € 290 |
| Campania | 2,03% | ~ € 479 |
Addizionale comunale
Varia da comune a comune, generalmente tra lo 0% e lo 0,9%. Il Comune di Milano, ad esempio, applica lo 0,8%. Su 23.610 euro di imponibile sono circa € 189 all'anno (poco meno di 16 euro al mese).
Quando le paghi
A differenza dell'IRPEF, le addizionali seguono un meccanismo diverso:
- Addizionale regionale: viene calcolata a conguaglio (sull'anno precedente) e trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre dell'anno successivo
- Addizionale comunale: si divide in un acconto (30%, in 9 rate da marzo a novembre) e un saldo (70%, in 11 rate l'anno dopo)
A gennaio iniziano le rate dell'addizionale regionale dell'anno precedente. Se hai cambiato regione o il tuo reddito è aumentato, potresti trovare una trattenuta nuova che prima non c'era. Non è un errore: è il saldo dell'anno chiuso.
9. Come controllare l'IRPEF nel tuo cedolino
Non serve essere commercialisti. Con questi 6 controlli puoi verificare se l'IRPEF sul tuo cedolino è ragionevole.
- Trova l'imponibile fiscale: nel cedolino è spesso indicato come "imponibile IRPEF" o "imponibile fiscale". Deve essere circa uguale al lordo meno i contributi INPS
- Moltiplica per 12 (o 13): proietta l'imponibile mensile sull'anno. In che scaglione ricadi? Primo (sotto 28.000) o secondo (28.000–50.000)?
- Calcola l'IRPEF lorda a spanne: se sei tutto nel primo scaglione, è semplicemente imponibile annuo × 23%. Se sconfini nel secondo, aggiungi il 33% sulla parte eccedente
- Sottrai circa 2.000 euro di detrazioni: per redditi tra 15.000 e 28.000 la detrazione lavoro dipendente è tra 1.900 e 2.300 euro. Usa 2.000 come stima rapida
- Dividi per 12: il risultato è l'IRPEF netta mensile approssimativa. Confrontala con quella sul cedolino: se la differenza è oltre 30–40 euro, vale la pena indagare
- Controlla le detrazioni per familiari: se hai un coniuge o figli a carico (sopra 21 anni) e non vedi detrazioni nel cedolino, probabilmente non hai compilato il modulo
Per un dipendente senza familiari a carico, con un lordo tra 1.500 e 2.500 euro al mese, l'IRPEF netta mensile è di solito tra il 10% e il 15% del lordo. Se sul tuo cedolino è molto più alta o molto più bassa, controlla le detrazioni e lo scaglione.
Sul sito dell'Agenzia delle Entrate trovi il calcolatore IRPEF online. Inserisci il reddito annuo e ti restituisce l'imposta lorda, le detrazioni e l'imposta netta. Confronta il risultato con il tuo cedolino moltiplicato per 12.
Domande frequenti sull'IRPEF in busta paga
Come si calcola l'IRPEF in busta paga?
Si parte dalla retribuzione lorda, si sottraggono i contributi INPS (9,19%) per ottenere l'imponibile fiscale. L'imponibile viene proiettato su base annua, si applicano gli scaglioni IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre), si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente e si divide il risultato per 12. Su un lordo di 2.000 euro mensili, l'IRPEF netta è circa 260 euro al mese.
Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?
Tre scaglioni: 23% per redditi fino a 28.000 euro, 33% per la fascia da 28.001 a 50.000 euro, 43% per la parte oltre 50.000 euro. Rispetto al 2024, l'aliquota intermedia è scesa dal 35% al 33%.
Perché l'IRPEF cambia importo da un mese all'altro?
Perché il calcolo è cumulativo: il datore proietta il reddito sull'anno e ricalcola ogni mese. Se cambiano le voci variabili (straordinari, premi, assenze), cambia la proiezione e quindi l'IRPEF. Inoltre, quando il reddito cumulato supera la soglia di 28.000 euro, scatta l'aliquota del 33% e la trattenuta aumenta.
Cos'è il conguaglio IRPEF e perché a dicembre prendo meno?
Il conguaglio è il ricalcolo definitivo dell'IRPEF basato sul reddito reale dell'anno. Se durante l'anno il datore ha trattenuto meno del dovuto (perché la proiezione era più bassa del reddito finale), a dicembre recupera la differenza. Succede spesso a chi riceve premi, bonus o la quattordicesima.
Quanto valgono le detrazioni per lavoro dipendente nel 2026?
Per redditi fino a 15.000 euro annui la detrazione è di € 1.955. Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro scende progressivamente da circa 2.300 a 1.190 euro (dipende dal reddito esatto). Tra 28.001 e 50.000 euro scende da 1.190 a zero. Oltre 50.000 euro non spetta alcuna detrazione.